Vi riporto la storia dell’avventura avuta a Lisbona vista e raccontata da mio figlio di 12 anni.
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VACANZA a LISBONA
Ritrovare l’iPhone 17 proMax rubato in 15 ore, grazie all’Apple Watch pro 3.
Il 21 Novembre 2025 io e la mia famiglia siamo partiti per Lisbona per un fine settimana di relax. Ma così non è stato almeno per le prime ore di permanenza.
Il giorno stesso verso la sera precisamente alle 20 siamo andati in una piazza con i mercatini di Natale. Prima di rientrare in hotel dalla Piazza si intravedeva in alto il Castello di San Giorgio e mio padre con il suo iPhone ha fatto una foto e subito dopo ci siamo spostati per ritornare al nostro Hotel.
Arrivati nella stanza dell’Hotel, mio padre si è accorto che l’iPhone non era più nella sua tasca. Subito io e mio padre siamo corsi giù ripercorrendo gli stessi passi ma dell’iPhone nessuna traccia. Dopo diversi tentavi di chiamata abbiamo cercato con l’Apple Watch di localizzarlo senza esito quindi ci siamo diretti alla reception del Hotel.
Lì l’addetto alla reception Ygor gentilmente ci ha messo a disposizione un PC e tramite l’iCloud di Apple abbiamo localizzato il cellulare in una zona di Lisbona su una linea ferrata, la persona che aveva rubato l’iPhone si stava allontanando, su indicazione di Ygor ci siamo recati alla stazione di polizia che era poco distante.
Alla stazione di Polizia malgrado la difficoltà della lingua, in quanto mio padre non parla né il portoghese né l’inglese, è riuscito a denunciare l’accaduto.
Quindi abbiamo fatto ritorno in Albergo.
Dopo circa un’ora l’Apple Watch ha localizzato l’iPhone all’indirizzo via ######## n.58.
A questo punto con mio padre ci siamo rivestiti e siamo corsi alla stazione di polizia, dove dopo tante altre peripezie per farci comprendere, la polizia (poco professionale) ci ha indirizzato ad un altro posto di polizia più vicino al luogo dove si trovava il nostro iPhone.
Usciti dalla caserma abbiamo chiamato l’utilissimo mezzo di trasporto Uber e ci siamo recati alla nuova stazione di polizia che guarda caso si trovava a pochi isolati da dove l’iPhone era stato localizzato l’ultima volta.
Alla centrale di polizia dopo le solite peripezie per farci comprendere è arrivato un ufficiale che parlava un pò l’italiano.
Purtroppo la polizia non poteva intervenire in quanto a loro dire non potevano fare interventi all’interno delle abitazioni e quindi si rimandava il tutto all’indomani.
L’ufficiale si è segnato l’altro numero di telefono di mio padre per fornirci comunicazioni e ci ha chiesto di informarlo se l’iPhone veniva localizzato in altri luoghi.
A questo punto siamo ritornati in Hotel dove ci siamo messi a letto e nel frattempo era già passata la mezzanotte.
Io mi sono addormentato a differenza di mio padre che continuava a monitorare gli spostamenti dell’iPhone.
L’indomani mattina alle 8 mi sono svegliato e ho trovato mio padre alla scrivania con gli appunti degli orari e i luoghi dove l’iPhone di notte si era spostato e mi ha detto che dalle ore 4 del mattino si trovava fermo in via ########## n.622.
Intanto mi ha informato che aveva bloccato l’iPhone inserendo la funzione smarrito e avviata l’opzione “inizializza” qualora fosse stato acceso e collegato ad internet.
Un modo per salvaguardare tutti i dati sensibili presenti nel dispositivo.
Ci siamo preparati per andare alla stazione di polizia. Scesi in strada nell’attesa che arrivasse l’Uber mio padre ha cambiato idea e ci siamo diretti all’indirizzo dove l’iPhone era ancora localizzato. Giunti sul posto al civico 622 era presente un negozietto chiuso e si notava che all’interno vi erano dei lavori di ristrutturazione.
Di fronte vi era un barbiere e una macelleria dove ci siamo recati e mio padre con la sua padronanza della lingua portoghese (un pò di italiano, spagnolo, inglese, siciliano e napoletano) ha spiegato che stavamo cercando il nostro iPhone localizzato di fronte alle loro attività.
Il barbiere e gli avventori di origine asiatiche non hanno saputo dirci nulla mentre il macellaio gentilissimo ci ha indicato che al primo piano dello stabile di fronte, sopra il civico 622 vi era un piccolo hotel che aveva l’ingresso al numero 618.
Abbiamo attraversato la strada e mio padre si è messo davanti al civico 622 e alzando il braccio con al polso l’Apple Watch ha avuto un sussulto quando nell’orologio con attivata l’app trova dispositivi si leggeva “l’iPhone 17 - Ce l’hai tu”.
Era la prova chiara e lampante che il nostro iPhone si trovava all’interno della camera dell’hotel dove la finestra della stessa si affacciava proprio sopra il civico 622.
Ci siamo spostati al civico 618 dove c’era il portoncino d’ingresso dell’hotel.
In quel preciso istante il portoncino si apriva e usciva una ragazza, mio padre prontamente con il piede ha bloccato la chiusura di esso e ha spiegato alla ragazza (questa volta usando Google Traduttore) che eravamo alla ricerca del nostro iPhone, la ragazza ci ha indicato di andare al primo piano dove c’era il responsabile della struttura.
Siamo saliti e mio padre “con la sua grande padronanza linguistica :-)“ ha parlato con il signore che si è rifiutato di chiamare gli ospiti delle stanze sospette, dicendo di non poter disturbare i clienti.
A questo punto siamo scesi e siamo andati direttamente con l’Uber alla stazione di polizia, che non era molto distante dal civico n.622, per chiedere il loro intervento.
Lì abbiamo parlato con i poliziotti presenti che hanno allargato le mani dicendoci ancora una volta che non potevano intervenire all’interno dei locali.
Mio padre si è un po infastidito e gli ha detto: “Ok, se voi organi di polizia non potete intervenire, allora lo faccio io, posso farlo??..che mi dite?..lo faccio…vado…”.
I poliziotti sorridendo hanno allargato le mani con un cenno di assenso.
Siamo usciti dalla stazione di polizia quasi senza speranze di venire a capo della situazione.
Intanto erano già le 11 e mamma ci aspettava in hotel.
Ho insistito con mio padre di ritornare sul posto e se era il caso sfondare la porta e fare un ultimo tentativo, infatti da lì a poco eravamo in via ####### davanti al civico n.622.
Mio padre si è posizionato nuovamente sotto la finestra del primo piano e alzando il braccio ancora una volta il suo Apple Watch indicava: “l’iPhone 17 - Ce l’hai tu”.
Una situazione surreale, eravamo a pochi metri dal nostro cellulare ma non potevamo venirne in possesso. In quel preciso instante il portoncino che dava l’accesso all’hotel del primo piano si apriva e usciva una persona anziana… di corsa sono andato a bloccare la chiusura del portone e con mio padre siamo risaliti al primo piano.
Alla reception non c’era più il responsabile di prima ma una ragazza portoghese, gentilissima, che ci ha accompagnati in un corridoio dove vi erano 3 camere: le prime 2 erano vuote mentre la 3 era ancora occupata.
Già nel corridoio l’Apple Watch indicava la presenza dell’iPhone e quindi con l’aiuto della ragazza abbiamo rovistato le due camere vuote non trovando nulla, intanto il segnale dell’iPhone si era perso ma se mio padre si avvicinava alla porta della terza camera occupata rispuntava: “L’iPhone 17 - Ce l’hai tu”.
A questo punto era chiarissimo che gli occupanti della stanza avevano il nostro IPhone.
Anche la ragazza della reception se n’è convinta e quindi è andata a bussare nella stanza ed è entrata dentro chiudendo la porta alle sue spalle, io e mio padre siamo rimasti fuori con la speranza che avremmo visto uscire la ragazza con il nostro iPhone in mano.
Ma siamo rimasti delusi, anche la ragazza lo era e ci ha detto che all’interno vi era una ragazza e un ragazzo e entrambi hanno negato.
Però la ragazza molto collaborativa è gentile ci ha proposto una nuova opzione, ci ha detto che da lì a poco gli ospiti avrebbero lasciato la camera e quindi c’era la possibilità di entrare dentro e rovistare la camera.
L’unico inconveniente è che i due potevano portarselo dietro quindi mi è venuta l’idea di dire a mio padre di scendere giù e aspettarli in strada e con l’Apple Watch verificare se lo avessero addosso.
Ci siamo messi d’accordo con la ragazza che dopo aver controllato per strada saremmo risaliti per verificare in camera.
La stessa ci ha detto che ci avrebbe inviato un SMS sul mio numero di cellulare quando sarebbero scesi. Siamo scesi in strada e ci siamo posizionati davanti l’uscita dell’hotel, dopo qualche minuto mi è arrivato un messaggio dalla ragazza con scritto “Ok, scende il ragazzo” appena è uscito, mio padre lo ha seguito e gli si è avvicinato quasi a sfiorarlo controllando il suo Apple Watch e ha verificato che non aveva addosso l’iPhone quindi è ritornato da me davanti al portone.
Dopo qualche minuto mi arriva il secondo SMS: “Ok, scende la ragazza“. Velocemente avviso mio padre. Dopo una manciata di minuti esce una ragazza di origine asiatica, a questo punto mio padre dopo che si è allontanata una decina di metri, le si avvicina e se la mette quasi sotto braccio con il suo Apple Watch ben visibile. Io li seguivo a distanza e ad un certo punto ho visto mio padre fermarsi e mettere la ragazza con le spalle al muro.
Ho subito capito che avevamo fatto bingo.
Mi sono avvicinato di più e sentivo mio padre che le diceva: “Esci fuori il mio iPhone perché l’Apple Watch non mente, o me lo dai tu spontaneamente o mi costringi a prenderlo con la forza o chiamo la Polizia”.
La ragazza ha capito di non avere scelta e ha invitato mio padre a seguirla dietro l’angolo, lì le ho visto uscire l’iPhone dalla tasca.
Non ci potevo credere, eravamo riusciti a recuperare il cellulare…quando fino a qualche ora prima avevamo perso ogni speranza.
La ragazza è andata via a testa bassa e noi siamo andati all’Hotel per avvisare la ragazza della reception, arrivati nel vedere che avevamo l’iPhone in mano sorrideva ed era proprio contenta, l’abbiamo ringraziata per quello che aveva fatto.
Abbiamo telefonato alla mamma per avvisarla che stavamo rientrando in hotel con il cellulare recuperato.
Quindici ore a Lisbona da ricordare.
Grazie al mondo Apple che si è dimostrato un perfetto sistema e una garanzia per tenere i propri dispositivi sotto controllo e sicuri.
In questo caso non aver perso la speranza e aver insistito con perseveranza e capiarbità siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo, anche nella vita bisogna sempre andare avanti puntare l’obiettivo e non arrendersi mai.
Lisbona, 21 novembre 2025
Francy